martedì, 02 gennaio 2007

Questo blog finisce qui!

Mi hanno tagliato la foto del parto nel post che precede questo (non so se ancora riuscite a vederla)... non ho gradito la sorpresa. Perché? Ovviamente la foto era del rispettivo autore e con i diritti! Ci son foto di Morte in blog e nessuno le toglie... quelle di Vita urtano la sensibilità e la vista? Gusti macabri per menti sopraffini...
Chiedo scusa se ho irritato la debole vista di qualcuno, o se un conato di vomito vi è venuto dinanzi alla Vita, ma si nasce proprio così. Per morire, invece, i modi sono tanti e la fantasia umana non ha limiti... e molti hanno più gusto a mangiare di fronte a scene di morte che di vita. 

Gaiamente alle gennaio 02, 2007 17:29 in: oroscopo, cronache gaie
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domenica, 31 dicembre 2006

 


Dopo aver concepito è necessario generare. La Vita obbliga ad aprire gli inguini per dare alla luce ciò che è stato concepito. Vivo sarà il nostro frutto se avremo partorito in tempo, morto se lo avremo contenuto troppo.  Ma dovremo generalo comunque. Quando è ora è la Vita che fa tutto da sola: spazza via il sistema precostituito delle nostre certezze e delle nostre sicurezze: se abbiamo chiuso gi uteri il parto sarà disastroso, se li abbiamo cuciti prima il dolore sarà estremo.

Vi lascio per un po' (poco, poco... torno presto)... Mi scappa da vivere! Devo andare a partorire la mia Vita. La donna greca ebbe una gestazione di dieci anni e poi partorì il figlio. Io ho una gestazione quasi trentennale. Ho concepito il mio frutto con il mio primo pensiero, ora devo (e voglio, devo e voglio) generarlo.

Auguro di cuore a tutti voi, per questo 2007, di partorire la vostra Vita. Non chiudete gli uteri, non cuciteli. Il parto verrà, ma se lo ricaccerete troppo la vita sceglierà da sola per voi il tempo di farlo. E potreste non essere pronti. Vi auguro che riusciate a cogliere ogni momento... che ogni momento sia quello giusto per il concepimento e per la generazione del vostro pensiero, della vostra Vita. Non lasciatela a giacere in grembo, o il vostro frutto vi morirà dentro.

BUON 2007!

Gaiamente alle dicembre 31, 2006 20:49 in: vita, rinascita, realtà
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sabato, 30 dicembre 2006

Notte tra il 30 dicembre e il 31 dicembre 1996.

Ci sono notti che segnano il passo. Sono le notti del punto di non ritorno. L'anno zero dell'esistenza di chi deve ancora compierla, la vita. Sono passati dieci anni. Da allora conto gli anni in prospettiva di quella data, il prima e dopoCristo della mia eistenza. E la vita è più corta e gli anni che ho sono meno. Già allora pensavo a stanotte. Era ieri che pensavo a stanotte. E penso che domani saranno venti anni e dopo domani trenta... E' la notte della pietra.

Tu sei la pietra che segna il passo. La morte è uno stato. Il tuo stato di ora. Passare di stato in stato è attività che non mi è ancora dato constatare.


 

Aggiornamento al 1/01/2007: Rosario Castronuovo, un poeta lucano che non vive più nella nostra regione, ma in Emilia, mi ha fatto dono di questa poesia impreziosendo il mio blog. La condivido con voi. Grazie Rosario!

Petra

Ho attraversato la gola
stretta e infinita dell’inferno,
tra pareti di roccia rosa-cosce
portavo sul capo tutte le mie paure

impegnavo, furioso, tutta la forza;
finita l’energia, splendente
improvvisa meraviglia m’apparve
colpì la mia fantasia il lucente marmo nero,
nel gioco di luci si mostrò la città dormiente

nel mio cuore affannato s’affacciò il desiderio
sparai tutti i miei colpi per scoprire il tesoro;
né panna né oro caddero dal cielo,
solo pioggia di lacrime

Rosario Castronuovo

Gaiamente alle dicembre 30, 2006 23:58 in: amore, altrove, addii
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sabato, 30 dicembre 2006


Avete ragione!!! Vi sto riempiendo di post! Su su... tra poco verranno periodi di magra...  Sopportatemi ancora un po', il tempo di finire l'anno, e poi si riprendono i ritmi di sempre! :-)
Grazie! Mi siete vicini vicini!
Bacini affettuosi a tutti voi!

gaia_in_fermento


Fernando Nascimento - Fermento interdinamica

 

Gaiamente alle dicembre 30, 2006 10:40 in: avviso ai naviganti
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venerdì, 29 dicembre 2006

 

"Come una sigaretta brucerai e diventerai cenere
Come una candela brucerai e diventerai luce"

(dal capitolo di "Giorgio il vittorioso" nel film Palms del regista russo Arthur Aristakisyan)

Palms.jpg picture by gaiamente
Foto presa da www.ilcircolino.it

Gaiamente alle dicembre 29, 2006 23:02 in: citazioni
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venerdì, 29 dicembre 2006


Ogni tanto mi capita di pensare a Vincenzo Mollica...
Beh... non è che sia nei miei pensieri notte e giorno, ma dal momento che cura, in qualità di giornalista,  DORECIAKGULP lo guardo spesso e così entra anche nei miei pensieri. (Perlaverità sono un'affezionata del Tg2 e vedo prima quello, se avanza tempo anche Tg1). 

Ho fatto una statistica limitatamente agli aggettivi che usa durante la sua rubrica nel Tg1:
molto bello (bello da solo pare brutto): primo posto!
e poi a catena: importante, fantastico, meraviglioso, sensazionale, strepitoso, convincente (e tutti i sintagmi che si tirano appresso del tipo: "ci ha convinto"). Gli aggettivi, oltre a dimostrare un lessico molto ricco e forbito, ci confortano una volta di più sullo stato della banalità della nostra televisione e dei nostri giornalisti. Del resto lo dice lui stesso  nel suo sito: “Nelle pieghe del banale si nasconde l’animale”, mi pare inutile commentare oltre, si è commentato da solo.

Cmq, quest'uomo è davvero un pezzo di pane... E' buono come il pane, anche di nome! Non parla mai male di nessuno!  

Due sono le cose
1) gli piace tutto (e questo mi fa porre domande sulla capacità sua di discernere e quindi di essere un critico)
2) ci fa vedere quello che gli piace (e questo mi fa porre domande circa il significato che dà alla sequenza informazione obiettiva).

Di certo, gira e rigira, intervista (?!) sempre le persone che piacciono a lui... [Capossela (questo piace pure a me), Fiorello alla nausea, Masini, Venditti, Morandi...], e ci fa vedere (!!) le persone che piacciono a lui, compresi quegli esseri inquietanti che spuntano dal buio con lo smoking e cantano a qualcuno YouaremydarlingYouaremylove... 
Dicevo... ci fa vedere ciò che piace a lui... Il canone, intanto, lo paghiamo noi, anche con aumento di prezzo quest'anno (e per questo vi rimando al blog di astronik!).

Gaiamente alle dicembre 29, 2006 11:38 in: insofferenza relativa, gaia piccante, vincenzo mollica
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giovedì, 28 dicembre 2006

Dovevo uscire... alla fine non esco. Mi perdo in una poesia. Torno a leggerla e intanto la imparo... imparatela anche voi... 
Sono sempre più convinta che sul cammino ci vengono proprio le cose che aspettavamo. A volte sappiamo riconoscerle e le amiamo subito. Altre volte non le vediamo. Ho visto Forugh Farrokhzad  stasera. Ho sentito il suo nome qualche sera fa per la prima volta, ma non l'avevo capito se non vagamente e come eco lontana (e ringrazio chi per primo mi ha fatto il suo nome). Stasera l'ho incontrata in questa poesia. 

Chi è Forugh Farrokhzad?
E', è stata, no... no...è (chi lascia tracce "è" per sempre)... E' una scrittrice e cineasta iraniana, nata a Teheran nel 1934 e morta a soli 27 anni dopo aver realizzato un solo film (La casa è nera) e diverse opere letterarie. Il mio dono di Natale è arrivato oggi, per caso, sulle pagine di internet. Mai disperare, un dono arriva sempre. Grazie. Lo condivido con voi.

IL MIO AMATO - Forugh Farrokhzad

Il mio amato - con quel corpo nudo sfrontato -stava come la morte
sulle sue gambe possenti.

Impazienti linee curve - seguivano - i suoi lombi ribelli
nei loro disegni fermi.

Il mio amato - sembra perso da generazioni -
come un tartaro
nel costante agguato di un cavaliere
nell'abisso dei suoi occhi.
O un berbero
trafitto dal sangue caldo di una preghiera
nel fresco bagliore dei suoi denti.

Il mio amato - come la natura -ha un franco ineluttabile concetto
approva
l'onesta legge del potere
con il mio fallimento.

E' selvaggiamente libero - come un sano istinto
nelle profondità di un'isola deserta.
Toglie
dalle scarpe la polvere delle strade
con i brandelli della tenda di Majnun.

Il mio amato - sembra sia stato straniero -dall'inizio della sua esistenza
come un dio in un tempio nepalese.
E' un uomo dei secoli passati
una reminiscenza della bellezza originaria.

Nel suo spazio - come nel profumo dell'infanzia - costantemente risveglia
memorie innocenti.
E' come un'allegra canzone popolare
piena di barbarie e nudità.

Ama sinceramente
le particelle della vita
le particelle della polvere
il dolore dell'Uomo
il dolore puro.
Ama sinceramente
un vicolo fiorito del villaggio
un albero
un gel
ato
una corda da bucato.

Il mio amato
è un uomo semplice.


Un uomo semplice che io
ho nascosto
nella spaventosa regione delle meraviglie
in mezzo alla macchia dei miei seni
come l'ultimo segno di una religione felice
.


Gaiamente alle dicembre 28, 2006 19:20 in: forugh farrokhzad
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giovedì, 28 dicembre 2006

Manovra, cento milioni agli atenei privati
scontro nella maggioranza: "Bloccateli"


ROMA - Una vera bufera politica si sta scatenando nella maggioranza dopo la scoperta di un altro "emendamento nascosto" nella Finanziaria appena approdata alla Camera. Questa volta la battaglia si scatena sul mondo universitario. E i fondi di si discute non sonoi pochi: cento milioni destinati alle università private, nascosti in due commi del maxi emendamento - il 603 e 604 - sfuggiti ai più... http://www.repubblica.it/2006/12/sezioni/scuola_e_universita/servizi/scuola-2007-bis/fondi-universita-private/fondi-universita-private.html?ref=hpsez

Altri due emendamenti nascosti nella finanziaria... Uffà... Prodino, Prodino, ma che mi combini? Tagli i fondi alla Ricerca pubblica e all'Università Italiana per darli ai privati?! No no no no no, così proprio non va.

Cerco di ragionare... ma com'è che escono ora i commi... nascosti? Se un testo è scritto, difficilmente sarà nascosto, a meno che uno abbia fatto finta di non leggerlo (ma in realtà l'ha letto, solo che aspetta il momento giusto per fare casino). Cioè, Pdr, Pdci, Verdi & CO. ora si lamentano per il comma non palesato prima. Ma com'è che funziona? Non dovevano leggersela TUTTA prima di sottoscriverla questa schifezza di finanziaria? Dovevano aspettare che se ne rendessero conto i giornalisti della Repubblica? Ma chi cavolo ho votato?

Domande senza risposta per parlamentari semicolti.

Gaiamente alle dicembre 28, 2006 12:54 in: università, assurdi spostamenti, a luci spente
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giovedì, 28 dicembre 2006


Dalla terra di confine si eleva il canto. Si nutre il centro di quello che si fa al confine.


L'immagine è dal film: AHLAM AL-MANFA (Frontieres of Dream and Fears - RÍves d'exiles) regia: Mai Masri - Fotografia: Fouad Suleiman, Hussein Nassar, Jimmy Michel - Musica: Anouar Brahem - USA/Palestina 2001, 56'

Gaiamente alle dicembre 28, 2006 00:24 in: altrove, attesa, capire e comprendere, a luci accese
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mercoledì, 27 dicembre 2006

... la vita a volte scorre dalle mani come le parole digitate sui tasti. Mentre le parole appaiono, un brandello di senso si imprime. Il brandello che imprimo si svuota. Ritorno a vederlo più tadi. Non è ciò che avevo impresso. Lo riempio di un nuovo significato. Bisognerebbe fuggire via dopo aver lasciato l'orma. Dopo aver tracciato, non bisognerebbe tornare indietro a vedere l'impronta.


Tracce  nella neve  Parco Regionale delle Dolomiti Friulane

Gaiamente alle dicembre 27, 2006 23:36 in: altrove, attesa
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mercoledì, 27 dicembre 2006

Quando la sera vado a dormire
mi sento vuoto di sogni
mi sdraio l’anima e per non pensare
mi metto a contare i ragni
...
(L'uomo di Polvere, F. Mannoia)

Sdraio l'anima... e per non pensare, mi metto a contare i ragni...
(non dite ai miei che mi son fatta crescere i ragni nella stanza). 

Gaiamente alle dicembre 27, 2006 22:47 in:
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mercoledì, 27 dicembre 2006

Sono uscita per andare in Biblioteca... ma la biblioteca era chiusa (mi ritorna in mente una canzone... vabè). Sono andata all'altra, ma non c'era quello che cercavo e quello che cercavo mi serviva! Sennò, penso, non l'avrei cercato.
Prendo il giornalino degli affitti per vedere la situazione casaPz... Giro giro trovo taaanti numeri che fittano. Bien! Mi metto all'opera. Incappo in una tizia che cerca donne single sull'annuncio.

Io (ganza e gaia): Buongiorno, è ancora libero l'appartamento?
Lei: Sì.
Io: Vorrei vederlo.
Lei: Ah, sì. Ho capito.
Io: ....
Lei  ...:
Io: Vorrei vederlo.
Lei: ....
Io ....  (Penso sarà sorda)
Lei: l'appartamento è per single.
Io: sono single!
Lei: no no, ma io dicevo donne single.
Io: guardi che sono donna e single!
Lei: no perché se poi cambia la situazione...
Io: non ho capito.
Lei:  sa, dicono che sono single (e comincia a urlare)
Io: sono istruita a sufficienza per capire un testo: cerca donne single per il suo appartamento. Sono donna single.
Lei: si, vabè...
Io: ma lo fitta o no questo appartamento?!?!?!?!
Lei: no.
Io: ... Click

E io... dovrei abitare a Potenza... in città... perché Potenza è una città...  
Babbo Natàààààààààààààààà... ti sbrighi o no cambià 'sta sorte!?!?!?

Gaiamente alle dicembre 27, 2006 12:25 in:
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mercoledì, 27 dicembre 2006

PER FAVORE
GLI DITE DOVE ABITO????

QUEST'ANNO S'E' SCORDATO DI PASSAREEEEE!

Eddai Babbino, passaaaa! Fai ancora in tempo! A no... ma questo non sei tu... ops...

santa letter

Eccoti!!!
Eh sì sì, leggi ancora la lista. Vedi, sono in fondo. Ti aspetto, eh?
Se non puoi, passa i regali alla Befana!
Guarda che se non vieni ti sguinzaglio Dolly dal mare profondo e il figlio del figlio dei fiori!
Ci siamo capiti!

Gaiamente alle dicembre 27, 2006 00:46 in:
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martedì, 26 dicembre 2006

Risposte ad alcuni auguri natalizi oggi... in sms

Augurio mio confezionato per tutti (Lo so ogni augurio ad personam, ma quest'anno non c'aveo il genio degli anni scorsi. Son fatta vecchia! Comincio a pensarci per l'anno prossimo, ok?): 

"Auguri affettuosi di buon Natale"

Risposte:

Risposta 1) Un'amica mi ha risposto ieri e oggi. Ieri mi ha chiamata con il mio nome... oggi mi ha chiamata Elisa... Nun ce provà nun ce provà nun ce provà, che non mi ci vuole molto a scatenarmi crisi di identità!

Risposta 2) Felici auguri a te da Lucia e Giuseppe che l'amore di Dio sia con noi. Cari Lucia e Giuseppe di sicuro non vi conosco... ma se fate gli auguri a me, perché l'Amore di Dio deve essere con voi? E' come dire: tanti auguri a te e la torta a me! Uguale! Ehehe! Grazie lo stesso però. Mi conforta.

Risposta 3) Un amico mi ha risposto che mi augurava buon anno... non so come interpretarlo... Vedo se a Capodanno mi risponde buon Natale... se non mi risponde vuol dire che non volea esser disturbato per l'ultimo dell'anno. Precoce!

Risposta 4) Non sopporto fare gli auguri... intanto i miei te li sei presi! Ricambia no?!?!? Avaro!

Risposta 5) Grazie! Ti chiamo in questi giorni e ti faccio gli auguri (una che ogni anno, da otto anni, mi dice la stessa cosa. Non mi ricordo chi è, non mi ha mai chiamata!). Vabè... ma tanto non mi chiami... fammeli  per sms gli auguri no?!

Risposta 6) Ciao sono sulla neve! Ho visto pure Babbo Natale! Ho avuto un sacco di regali! Troppo bello! Sono felice! Ci sono pure le renne! Hanno organizzato una festa magnifica...  Uffa... ma quando finisce questo sms!

Ehehe!
sorridente_mente e con affetto.

Gaiamente alle dicembre 26, 2006 23:23 in: citazioni, parole, amore, cuore, favole, cronache gaie, capire e comprendere, esercizi di gaia, a luci accese, divine commedie
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martedì, 26 dicembre 2006

Oggi il mio blogghino compie un anno.

Cominciai con una citazione dalla Vanderbeke:

"Basta andare via, pensai. Si può andare via per modo di dire, o andare via per davvero, oppure rimanere ... Si può anche rimanere e rimanendo pensare, un giorno prendo e me ne vado, e mentre lo si pensa rimanere e aspettare il ritorno di René, finché un giorno ci si accorge di essere rimasti e di non essere andati via per niente, né per modo di dire, né per davvero. E allora arriva la tristezza e ci si domanda: ma dov'è finita la vita?" (incipit di Birgit Vanderbeke, "Vedo una cosa che tu non vedi", Marsilio, Venezia, 2001).

Perlaverità non so bene dove sono arrivata nella mia vita dopo un anno... Alla fine non sono andata via, ma oggi sento che avrei dovuto. Scelta di rimanere. Tra un po’ vado via davvero, finalmente. "Basta andare via", ho sempre pensato. Quando l'ho fatto non è cambiato niente, in realtà. Ciòchesono viene sempre con me, e Ciòchesono rimane sempre con me se non mi muovo. Alcuni insistono sul fatto che si possa andare via e non muovere un passo. Ma se si va via e non si muove un passo... credo che ci sia qualche problema. Si può viaggiare e non andare in nessun luogo. Ok, ok, ma se si comincia a passare più tempo a viaggiare stando fermi che non a viaggiare viaggiando, anche in quel caso ritengo che ci sia qualche problemino. Quindi ora che vado via mi sposto fisicamente! Mi prendo quale pezzo unico e mi sistemo altrove. Ed è vicino il tempo dello spostamento e mi emoziona. Guardo in faccia la vita e le dico: “Ehi figliolo, si cambia strada” (beh, sì... la vita è figliola, ma nei film dicono sempre così!).

Non mi è ancora molto chiaro il significato del blog. Ho aperto e richiuso più volte, ma ringrazio tutti voi che avete continuato a leggere! Ritornate, eh? Dovrete pur sapere come va a finire! E ho bisogno di sapere come va a finire anche per voi (che poi... uno dice come va a finire, e se fosse “come va a cominciare”?).

 

gaia_in_fermento

Gaiamente alle dicembre 26, 2006 00:12 in: citazioni, vita, let it be, cronache gaie, capire e comprendere, unacomeme
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sabato, 23 dicembre 2006

Aggiornamento del post al 24/12/2006, ore 18.24:
il post è dedicato a tutti voi che leggete e, in particolar modo,
a due persone che mi hanno "salvato" la vita senza saperlo e mai lo sapranno:
AA. venerdì, CO. altre volte e oggi.
Grazie.
 
Fioretto per l'anno nuovo
: esercitiamoci a usare le Parole. 
Vi va? :-)
 
Ecco il fioretto e l'augurio: che ogni parola nostra sia densa, non lasciamo che si svuoti di senso.
Non lasciamo che le nostre parole arrivino vuote di significato alle orecchie di chi le ascolta.
Non le sussurriamo se non sappiamo il peso che esse hanno,
se non sappiamo gestire i sentimenti che esse scatenano.
Non illudiamo l'orecchio cui giungeranno
(ritenendolo stupido e ingenuo: a volte la gente
è meno stupida di quello che sembra
e riesce a smascherarci, constatando la nostra miseria).
Lo dobbiamo a noi, ma soprattutto al bene di chi le ascolta,
se bene abbiamo per il prossimo nostro.
Se non abbiamo niente da dire, taciamo.
Le orecchie che non avremo illuso ce ne saranno grate.


Per le Feste si fanno gli auguri. Quanti auguri? Auguri di cosa? Tanti auguri di felicità, anche se credo che ci sia proprio poco da esser felici. Allora vi auguro serenità, ma vi auguro anche inquietudine, perché le cose che accadono non vi lascino indifferenti. E di cose ne stanno accadendo negli ultimi tempi.

Quanta gente ho conosciuto quest'anno... Pensavo che il 2004 (anno di rivolgimenti per la mia vita) non sarebbe stato bissato mai più. Invece no! Bissato e completato, arricchito. Quanta gente che ho anche perso nel cammino. Cammino per dove? Immersa nella fretta di completare subito questo cammino, mi ritrovo lenta lenta a digitare questo post. Ma non ho voglia di tirare le somme. Ho voglia di fermarmi però. Mi sono stancata. 

Mi sono inventata un posto che si chiama Artarie. Ci si inventa sempre un posto dove stare. Perché? Beh, perché è fisiologico e necessario. C'è un pittore che si chiama Jesus Ibañez (spagnolo): dipinge sempre muri, case, tanto che quando si guardano i suoi quadri si ha di fronte l'impressione dell'inaccessibile, dell'insormontabile. Però all'improvviso, nel quadro, si scorge una parte di cielo, o dentro un muro un quadro nel quadro che rimanda a verde e cascate azzurre. Sono le vie di fuga, laddove si può scappare, fuggire, quando la realtà è stretta e quando non abbiamo mezzi per oltrepassare il muro. E' l'Altrove. Quello in cui finisce anche la gente di Martin Mystere!

Natale per molti sarà la via di fuga. Non lo amo particolarmente, troppo lungo, troppe attese disattese, troppi regali che non si scartano. Ma amo augurarvi di essere tanto fortunati da riuscire a vivere dove siete, senza la voglia di scappare sempre, senza cercare altrove. Vi auguro di cuore che il vostro altrove sia proprio il luogo in cui vivete.

gaiamente


Jesus Ibañez, Rincón martiano

Gaiamente alle dicembre 23, 2006 14:57 in: altrove, natale, assurdi spostamenti
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sabato, 23 dicembre 2006

«In merito alla richiesta di esequie ecclesiastiche per il defunto Dott. Piergiorgio Welby, il Vicariato di Roma precisa di non aver potuto concedere tali esequie perché, a differenza dai casi di suicidio nei quali si presume la mancanza delle condizioni di piena avvertenza e deliberato consenso, era nota, in quanto ripetutamente e pubblicamente affermata, la volontà del Dott. Welby di porre fine alla propria vita, ciò che contrasta con la dottrina cattolica (vedi il Catechismo della Chiesa Cattolica, nn. 2276-2283; 2324-2325)».

Ma quanto scrivono male questi buoni della Chiesa. In pieno stile burocatese, mi sembra l'ufficio stampa dell'INPS.
"In merito alla richiesta di esequie ecclesiastiche"
La famiglia di Welby ha chiesto esequie religiose, non ecclesiastiche. Infatti... CI SARANNO le esequie religiose in Piazza San Giovanni Bosco a Roma: questa Chiesa non conosce la religiosità, la solo l'ecclesialità. Pertanto Welby non avrà esequie ecclesiastiche (che se ne farebbe?), ma avrà la religiosità di tutti coloro che gli sono stati vicini. Dio, per fortuna, non è solo in Chiesa.

"a differenza dai casi di suicidio nei quali si presume la mancanza delle condizioni di piena avvertenza e deliberato consenso"
Questa frase è vergognosa. Non ha senso. Cos'è la piena avvertenza? E il deliberato consenso? Cosa significa? Che il suicida è perdonato perché in realtà non voleva uccidersi. E cosa ne sanno Papa & CO. se l'uomo che si getta dalla rupe non stesse pensando proprio di farla finita? Volontà di morire. Scelta libera... ma siccome i tanti suicidi fanno meno clamore (ricordo che il suicidio sta diventando la prima causa di morte in Occidente), li perdoniamo. Welby lo puniamo perché s'è fatto sentire troppo: fuori dall'Ecclesia! 

Un prete ha detto ieri per tv che Welby doveva continuare fino alla fine perché così è l'Amore di Dio, se ami Dio ti porti la croce fino alla fine... Penso: se oggi Cristo fosse di nuovo sulla terra, i preti, come quello intervistato, farebbero di tutto per salvarlo. Dopo averlo inchiodato alla croce lo tirerebbero giù, applicherebbero il respiratore artificiale, disinfetterebbero le ferite. E poi? Beh, poi lo appenderebbero di nuovo alla croce e lo lascerebbero ciondolare là finché non muore. Deve vivere finché Dio vuole.

dolente_mente

Gaiamente alle dicembre 23, 2006 08:50 in: altrove, bestiario, addii, assurdi spostamenti
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giovedì, 21 dicembre 2006

"Questa parola: tu. Com'è dolce e come è breve. Tu. Tu, che non ti trovi più. Vuoi parlarne con qualcuno di quello che vivi e, guardandoti intorno, non hai ancora incontrato nessuno. Per questo sei qui. Una telefonata, un campanello, una porta, una corsia, una strada. Per questo, cioè per incontrare te, io pure sono qui". (G. Di Petta, Il mondo vissuto, p. 68).

Non ho letto ancora il testo da cui traggo questo brandello che ho preso dalla tesi della mia amica M.I. Dovrò parlarvi della realtà, un giorno, e di quello che mi ha stimolata in questi ultimi tempi. Che cos'è la realtà? La realtà sei Tu, che ti confronti con me. Sei tu che mi parli. Sei tu che mi osservi. La realtà sei tu quando non sai se sei ancora reale. Dovrò parlavi di quando voi diventate tu e di quando io divento noi. La realtà sei tu che sei fuori di me e sono io quando mi vedo fuori di me, quando vedo le mie mani, il mio corpo altro da me. La realtà, però, sei soprattutto tu, voi, tu che riempi di senso la mia e la tua vita.

Gaiamente alle dicembre 21, 2006 20:20 in: citazioni, realtà
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giovedì, 21 dicembre 2006

La via degli asfodeli....
Se questa è la strada che devo percorrere fino alla fine la percorrerò. Se questa è la strada obbligata la calpesterò. Se questo è davvero il luogo per cui ero destinato dall'inizio lo raggiungerò. Gli uomini non sanno segnare la via, pretendono però di insegnarla. Attaccati alla strada fissa dimenticano il passaggio. 
Solo gli asfodeli segneranno il passaggio.
Non so dirti ciao che con dei fiori.

Gaiamente alle dicembre 21, 2006 12:01 in: vita, morte, partenza, welby
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martedì, 19 dicembre 2006

Sì... è vero, hai proprio ragione.
La Vita è una cosa seria, ma seria,
ma talmente seria che la prendiamo in giro.

 

 

Gaiamente alle dicembre 19, 2006 21:55 in: parole, vita, attesa, ritorni, relazioni umane, assurdi spostamenti, rassegnata mente, divine commedie
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martedì, 19 dicembre 2006

Felicità: zompettare nella pioggia materana che il lunedì aspetta solo me
Infelicità: avere l'otite il giorno dopo
Felicità: essere sorda alle parole non necessarie
Infelicità: scoprire sordo chi l'orecchio lo ha sano



Maurizio Marinelli, Pioggia
Gaiamente alle dicembre 19, 2006 19:50 in: vita, altrove, attesa, pioggia, solitudine, matera, chi ha spento la luce, assurdi spostamenti, sottosuolo, sognante mente, capire e comprendere, unacomeme, a luci accese
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lunedì, 18 dicembre 2006

 Fatemi sapere, è vera
Fatemi sapere, è vera
Questa vita che sto vivendo?

Voi, Forze che risiedete in ogni luogo,
Fatemi sapere, è vera
Questa vita che sto vivendo?

(tratto dal canto di iniziazione degli Indiani d'America del racconto Volo di Falco: una favola americana)

Gaiamente alle dicembre 18, 2006 07:36 in: citazioni, iniziazione
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